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Seconde case: i costruttori chiedono meno vincoli per rilanciare l’edilizia

09 maggio 2019

Rivedere la legge provinciale sull’urbanistica per ridurre i vincoli sulle seconde case e rilanciare il mercato dell’edilizia: è questa la richiesta degli immobiliaristi e costruttori trentini alla giunta Fugatti.


La legge sull’urbanistica, varata nel 2005 dalla giunta Dellai, si poneva l’obiettivo di limitare il proliferare di seconde case nelle maggiori località turistiche del Trentino. La val di Sole e Rendena, il Primiero e le valli di Fiemme e Fassa, ma anche il Monte Bondone nel comune di Trento sono fra i territori in cui il rapporto fra edifici residenziali e seconde case ha raggiunto proporzioni allarmanti.


L’intento della legge, come racconta sulle pagine del quotidiano “Il Trentino” l’ex assessore all’urbanistica Mauro Gilmozzi, era quello di creare un doppio mercato immobiliare, con canali distinti per i residenti e per i turisti. Questo avrebbe permesso di limitare le speculazioni, abbassando il costo dell’abitazione per chi ci vive stabilmente e rilanciando allo stesso tempo il settore dell’ospitalità alberghiera.
In sostanza la legge limitava fortemente la costruzione di edifici destinati a seconde case, permettendo invece il recupero di quanto preesistente.


Quello che chiedono ora gli immobiliaristi e i costruttori alla nuova maggioranza di centro-destra è di allentare questi vincoli, permettendo ad esempio di vendere come seconde case gli immobili di nuova costruzione che faticano a trovare un acquirente. Questo rilancerebbe il settore dell’edilizia, che nella nostra provincia rappresenta storicamente un comparto economico importante e con un numero significativo di addetti.


L’ex assessore ribadisce, però, che cancellare la legge che porta il suo nome sarebbe un regalo enorme a immobiliaristi e speculatori. Una vera e propria sanatoria, che annullerebbe i benefici di una programmazione urbanistica rispettosa dell’ambiente e darebbe il via a una nuova stagione di cementificazione delle valli. L’effetto più grave sarebbe poi quello di spingere alle stelle i prezzi degli immobili, rendendo più difficoltoso l’acquisto di una casa per chi risiede in una località turistica.


Il modello di sviluppo a cui ispirarsi, dice Gilmozzi, è quello di Alto Adige, Austria e Svizzera, che scoraggiano la costruzione di seconde case per privilegiare l’ospitalità all’interno di strutture alberghiere. Questo impedirebbe lo spopolamento dei centri montani e dei territori a maggiore vocazione turistica, che rischiano altrimenti di trasformarsi in enormi parchi divertimento popolati in estate e durante le feste natalizie e deserti nel resto dell’anno.
I costruttori lamentano però gli effetti nefasti della legge sul comparto dell’edilizia, di cui avrebbe aggravato la crisi. Pur apprezzandone i principi alla base e le finalità, il presidente dell'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Trento Giulio Misconel dichiara a “L’Adige” che è necessario rivedere la legge per rilanciare il comparto edile. Sulla stessa linea Severino Rigotti, presidente trentino della Federazione degli Agenti Immobiliari.


Alla nuova giunta il compito arduo di mediare fra la necessità non più procrastinabile di tutelare il territorio e le richieste delle categorie economiche che si attendono una revisione della legge sull’urbanistica.