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Guida Casa 2020: salgono le compravendite, stabili i prezzi degli immobili

13 gennaio 2020

Fine anno, si sa, è tempo di bilanci, anche in ambito immobiliare. Per questo, lo scorso dicembre è stata presentata la nuova edizione di Guida Casa, la pubblicazione curata da FIMAA e Confcommercio che fa il punto sul mercato immobiliare nella nostra provincia.


I dati raccontano un mercato tutto sommato in salute, soprattutto se confrontati con le prospettive poco confortanti di inizio anno. Nel periodo gennaio – novembre 2019, le stipule di acquisto hanno fatto segnare un piccolo balzo in avanti, +6,5% rispetto a 12 mesi prima. Per la precisione le compravendite sono passate dalle 6.139 del 2018 alle 6.535 dello scorso anno.


Arranca invece il valore degli immobili, inchiodato a uno striminzito +1%, a testimonianza di un’economia ancora stagnante. A crescere, poi, è praticamente solo il valore delle case nelle zone più pregiate, mentre è in flessione quello delle aree periferiche. Ormai, per acquistare il nuovo in centro a Trento ci vogliono fino a 5.000 euro al metro. Meno della metà, vale a dire 2.000 euro al metro, per andare ad abitare in un appartamento nuovo a Spini o Ghiaie di Gardolo.


Durante la presentazione dei dati, gli agenti immobiliari hanno espresso preoccupazione per l’andamento del mercato dei mutui. I bassissimi tassi di interesse, ormai prossimi allo zero, consiglierebbero alle giovani coppie e alle famiglie di preferire l’acquisto all’affitto. Ma gli istituti di credito, soprattutto quelli locali, mantengono politiche molto rigide nella concessione dei prestiti. Questo scoraggia tanti potenziali acquirenti dal compiere il grande passo, ma impedisce anche a tanti giovani di conquistare la meritata autonomia dalla famiglia d’origine.


Non aiutano le scelte della politica. In virtù dei bassi tassi d’interesse, la giunta provinciale trentina ha infatti deciso di eliminare i 15.000 euro di contributo che fino allo scorso anno venivano concessi alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Il denaro messo a bilancio per quel capitolo di spesa verrà dirottato su altre iniziative, come quelle legate al sostegno alla natalità, che prevedono somme consistenti, fino a 30.000 euro, per chi mette al mondo 3 figli nell’arco di 10 anni.


I 15.000 euro in meno mettono però in difficoltà proprio le coppie che si presentano in banca per aprire un mutuo. A loro quel piccolo capitale iniziale avrebbe fatto davvero tanto comodo.
Guardando invece agli immobili commerciali, le prospettive si fanno meno positive. I prezzi continuano infatti a registrare un trend in discesa con un mercato sostanzialmente fermo e una decisa contrazione del valore.
Ma cosa c’è da aspettarsi per questo 2020? Gli immobiliaristi sono prudenti. Probabilmente il mercato si manterrà stabile, come già negli ultimi due anni, con un andamento leggermente positivo. Nessun boom, insomma, né performance mirabolanti. Ma neppure nessuna brutta crisi come quella vissuta all’inizio del decennio scorso.